La gentilezza viene spesso associata alla cortesia e alla buona educazione, ma in realtà è molto di più. Ne abbiamo parlato con Mariapaola La Caria, esperta di Happygenetica e benessere organizzativo, per comprendere come questa qualità possa diventare un vero e proprio strumento di cambiamento personale e aziendale.
La gentilezza viene spesso associata alla cortesia, è proprio così? In che modo può trasformarsi in un vero e proprio strumento di cambiamento personale e organizzativo?
“Di solito la gentilezza viene vista come sinonimo di cortesia, ma è un valore umano molto più profondo”, afferma Mariapaola. Secondo l’epigenetica, la scienza che studia come i comportamenti influenzano la nostra biologia, essere gentili migliora la qualità della vita rallentando il processo di accorciamento dei telomeri, fattore chiave nella longevità. Gli atti gentili favoriscono il rilascio di neurotrasmettitori positivi come la serotonina, l’ossitocina e le endorfine, contrastando lo stress e migliorando le relazioni interpersonali.
Come le nostre abitudini e il nostro ambiente possono influenzare il nostro benessere? Quali pratiche quotidiane consiglierebbe per rendere la gentilezza una scelta consapevole e duratura?
“L’atteggiamento gentile in azienda non è solo una questione di buone maniere, ma di miglioramento delle dinamiche organizzative”, spiega Mariapaola. Un ambiente di lavoro basato sulla gentilezza favorisce un clima positivo, aumenta la collaborazione e migliora la produttività. In team aziendali, Mariapaola ha notato come la gentilezza abbia facilitato il dialogo e ridotto la tensione tra colleghi, creando un senso di benessere condiviso.
La comunicazione gentile si basa su ascolto attivo, empatia e parole non ostili. Può raccontarci un esempio concreto di come questi elementi abbiano fatto la differenza in un contesto professionale?
“Quando ci troviamo di fronte a una persona arrabbiata, la nostra reazione istintiva è rispondere con la stessa aggressività. Ma rallentare il ritmo delle parole, mantenere un sorriso e usare un linguaggio positivo può trasformare completamente la conversazione.” Provare per credere!
Si tende a considerare la gentilezza come un tratto caratteriale, ma in realtà è una capacità che può essere coltivata e sviluppata. Quali sono i primi passi per allenare una mentalità più gentile e aperta verso gli altri?
Secondo Mariapaola, la gentilezza non è un tratto innato, ma una capacità che si allena attraverso pratiche quotidiane:
- Respirazione consapevole: aiuta a ridurre l’ansia e a stabilizzare lo stato emotivo.
- Risata intenzionale: un potente strumento per migliorare l’umore e favorire la produzione di neurotrasmettitori positivi.
- Rilassamento guidato: fondamentale per mantenere un equilibrio interiore.
“Per sviluppare la gentilezza, dobbiamo partire da noi stessi”, afferma. “Se impariamo a essere gentili con noi stessi, possiamo esserlo anche con gli altri.”
Quali sono le tre parole chiave che non dovrebbero mancare nel nostro vocabolario quotidiano?
- Grazie: non solo verso gli altri, ma anche verso noi stessi e l’universo per le opportunità e il supporto che riceviamo.
- Bene: inteso come volersi bene, fare del bene e sentirsi bene, una parola che racchiude diverse sfaccettature positive.
- Fiducia: un’abilità fondamentale per affrontare la vita con ottimismo e creare relazioni solide e costruttive.
Quali libri consiglierebbe per approfondire queste tematiche?
Per chi desidera approfondire il legame tra gentilezza, benessere e neuroscienza, Mariapaola consiglia due letture:
- Il gene della felicità di Richard Romagnoli e Pier Mario Biava – Un viaggio affascinante tra epigenetica e neuroscienza per comprendere come le nostre abitudini e pensieri influenzino il benessere.
- La biologia della gentilezzadi Daniel Lumera – Un testo che spiega il potere trasformativo della gentilezza sulla salute fisica e mentale, supportato da ricerche scientifiche.
La gentilezza è una scelta consapevole
“La gentilezza non è solo un valore morale, ma uno strumento potente per migliorare la nostra vita e quella degli altri”, conclude Mariapaola. “Può essere coltivata con piccoli gesti quotidiani e pratiche mirate, che portano benefici tangibili sia a livello personale che professionale.”
In un mondo sempre più frenetico e competitivo, fare della gentilezza una scelta consapevole può essere la chiave per costruire relazioni più sane e una società meno conflittuale e più inclusiva.
E ricordiamoci: la gentilezza è come un boomerang, torna sempre indietro… a volte più velocemente di quanto immaginiamo!