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Di Roberta Liberale

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando il mondo del marketing e della comunicazione, ma c’è un aspetto che nessuna macchina potrà mai replicare: l’empatia. In un’epoca in cui la tecnologia accelera ogni processo, il vero vantaggio competitivo risiede nella capacità umana di comprendere, connettersi e creare relazioni autentiche.

Ne parliamo con Alberto Pasquini, Concept Design Advisor & Strategy Director e consigliere AISM, che ci guida in una riflessione su come il marketing debba evolversi, passando da un approccio basato sul prodotto e il profitto a uno che metta al centro l’umanità, la trasparenza e i sentimenti.

Alberto è anche docente del percorso formativo di Veneto Ricerche sulla gestione emozionale del cliente, promosso da AISM, Associazione Italiana Sviluppo Marketing, che mira a sviluppare le soft skills degli operatori di customer care, trasformando il Customer Journey in un’esperienza più empatica e interattiva.​ Questo percorso affronta temi fondamentali come il sorriso, l’empatia, la gentilezza e la generosità, elementi chiave per creare un dialogo autentico con i clienti e migliorare la qualità della relazione tra brand e consumatori.

Alberto, vuole parlarci di empatia, che cos’è e quale ruolo gioca nel marketing e nella comunicazione aziendale?

L’empatia oggi è fondamentale perché viviamo nell’era della verità. Non c’è più spazio per menzogne o costruzioni artificiali. L’empatia permette di entrare nell’anima delle persone, comprendere i loro sentimenti e interagire con loro in modo sincero. Nella comunicazione aziendale, essere empatici significa creare connessioni autentiche con il pubblico, attirando attorno a sé emozioni, sensazioni e fiducia. Chi non ha empatia fatica sempre più a relazionarsi con gli altri e a costruire una comunicazione efficace.

In un mondo sempre più digitale, dove l’AI e gli algoritmi personalizzano le esperienze come si può garantire che il fattore umano non venga perso?

L’umanità e l’empatia sono elementi insostituibili. L’Intelligenza Artificiale può simulare molte cose, ma non può provare sentimenti autentici. Non potrà mai avere empatia, né comprendere l’amore nel senso più profondo. Per questo, l’essere umano deve valorizzare le proprie qualità uniche, come la sensibilità e l’intuizione, per gestire e governare l’AI senza farsi sopraffare. In questo scenario, le 4P del marketing di Kotler (Product, Price, Place, Promotion) sono ormai superate e vanno sostituite con le 4S: Soul (Anima), Spirit (Spirito), Sentiment (Sentimenti) e Sustainability (Sostenibilità), elementi che rappresentano l’essenza del nuovo marketing.

Quali brand incarnano al meglio questo approccio basato sulle emozioni e la sincerità?

Uno degli esempi più riusciti è lo spot di Idealista, che ha saputo unire simpatia, leggerezza e verità in una narrazione memorabile. Il segreto è lo storytelling, perché una storia ben raccontata rimane impressa nella mente delle persone, sia che si tratti di un film, sia che si tratti di uno spot pubblicitario. D’altra parte, ci sono settori che spesso rimangono ancorati a una comunicazione fredda e impersonale, senza un vero coinvolgimento emotivo. Un tempo si puntava su slogan privi di significato, oggi invece la sincerità è un valore imprescindibile.

Il consumatore moderno è più consapevole e attento alla sostenibilità, ma anche più esigente e meno fedele ai brand. Come si costruisce una relazione autentica e duratura con clienti?

 Il fattore chiave è la credibilità. Un brand deve raccontare la verità, essere simpatico, far sorridere, ma soprattutto dimostrare di essere autentico. La pubblicità dell’Idealista è un esempio efficace: è divertente, vera e rimane impressa. Oggi i consumatori riconoscono subito quando un brand è trasparente e vicino a loro oppure quando sta solo cercando di vendere un prodotto. La sincerità è universale e si applica non solo al marketing, ma anche ai rapporti personali, dalle relazioni di coppia all’amicizia.

Quali sono i rischi di un marketing basato troppo sulle emozioni? Esiste il pericolo che diventi manipolativo o che alcune aziende lo utilizzino in modo poco etico?

Se un brand si basa solo sulle emozioni senza sostanza, rischia di diventare manipolativo. Il vero obiettivo non è suscitare emozioni fini a se stesse, ma attirare e mantenere l’attenzione. L’attenzione oggi è un bene deperibile: viene consumata rapidamente e va gestita con cura. Negli Stati Uniti, ad esempio, si sta già sviluppando un marketing basato sulla gestione dell’attenzione, per evitare che i consumatori vengano sommersi da troppi stimoli e perdano il focus. In futuro, il successo sarà determinato da chi saprà catturare e mantenere l’attenzione del pubblico con contenuti significativi e autentici.

Come nasce questa formazione e perché è così importante?

“Mi è venuto in mente di raccogliere attorno a me persone che potessero parlare di sentimenti, perché oggi sono diventati fondamentali in un mondo dominato da fake news, social media e influencer. L’Intelligenza Artificiale ci aiuta in moltissime situazioni, ma bisogna saperla usare e, soprattutto, saperla dominare. E come possiamo farlo? Con tutti quegli attributi che l’AI non potrà mai avere: i sentimenti.”

Questi moduli formativi dimostrano come il marketing e la Customer Experience siano sempre più legati alla dimensione umana e relazionale, trasformando ogni interazione in un’opportunità per costruire fiducia e fedeltà.

Il marketing del futuro è umano e autentico e il futuro appartiene alle aziende che sapranno essere vere, ascoltare le persone e costruire relazioni profonde. Perché nel marketing, come nella vita, solo ciò che è autentico lascia davvero il segno.